Votate lo Slai Cobas!!! Non fatelo morire!!

CI HANNO CONDANNATO TUTTI PERCHÉ ABBIAMO DIFESO I PIÙ DEBOLI E NON ABBIAMO CHIESTO FAVORI AI DIRIGENTI, MA È LA STRADA GIUSTA

La campagna elettorale si conduce più che nei reparti negli uffici della Direzione e dei delegati “accreditati”, dove personaggi “buoni a farsi dar retta” con concessione di piccoli vantaggi e posizioni di riguardo, consolidano il loro potere, che spesso si manifesta al “di sopra” di quello della Dirigenza.

È successo davvero il giorno in cui la Direttrice generale ha illustrato le difficoltà economiche dell’Azienda, la platea esaurite tutte le domandine, la solita pisciatina che viene fatta per lavarsi la faccia, insorge come un sol uomo alla testa la Dirigente Provinciale della Cisl e poi Cgil Uil e Coordinatore della RSU, che minacciano di levare le tende se prende la parola un esponente storico dello Slai Cobas, il quale per parlare aveva chiesto il permesso alla Dirigente Generale, Arch. Ambrogetti, la quale consentiva, il suo solo difetto DIFENDERE GLI INTERESSI DELLE LAVORATRICI E LAVORATORI, SENZA VANTAGGI E SENZA SALAMELECCHI.

Un gravissimo attacco alla libertà di espressione, una vilente dimostrazione del monopoli della triplice che da questa situazione trae vantaggi economici e di prestigio a livello nazionale (basti pensare alle doppie pensioni a cui hanno diritto migliaia di funzionari di queste tre sigle e le centinaia di migliaia di euro di liquidazione, a loro pagati subito…e non dopo ben 3 anni, (come succede per le lavoratrici e lavoratori, e addirittura 5 per chi ha avuto la sfortuna di morire lavorando!) Solo loro e nessun altro può trattare per svendere gli interessi dei lavoratori, Lo Slai Cobas non firma gli accordi nazionali perciò fuori dalla scena.

Una tragedia per le lavoratrici e i lavoratori di questa Azienda, e finiti i tempi d’oro è tornata la tragica “normalità!”: delegati di tutte le sigle che fanno la bella vita, vengono ben retribuiti ed infine decidono della vita e delle fregature per tutti gli altri. Sono i fatti a dimostrarlo, in questi ultimi anni la condizione di lavoro è peggiorata, soprattutto per chi lavora nei reparti e nei servizi.

Di chi è la colpa, dei bilanci in rosso?

  1. delle lavoratrici che hanno lavorato sott’organico in emergenza a rischio della vita nel periodo della pandemia?
  2. È forse colpa di chi si è ammalato durante una vita di lavoro sempre in emergenza con ospiti e pazienti da assistere in ogni caso?
  3. Oppure di chi lavora sempre con poco personale come durante la pandemia?

Se è colpa di chi comanda e dirige (vecchi o nuovi che siano), è anche colpa dei delegati della RSU che in questi anni hanno fatto le mosche cocchiere dei Dirigenti, pensando alla salvezza della loro sigla sindacale e del loro sedere.
Come si spiega che con i bilanci in rosso, nonostante le liste d’attesa di circa 50 posti, i letti sono vuoti e decine di migliaia di euro al mese che non entrano…

  • Qual è il programma politico per incrementare l’occupazione che fa l’Azienda??
  • Quale lotta sindacale è stata fatta dalla RSU per spingere l’azienda in questa direzione? In questi ultimi anni le solite pisciatine a cui ci hanno abituato i delegati (tutti capi sala o comunque responsabili poco lavorati e molto magnanti), ma collaborazione attiva con dirigenti e responsabili.
  • Quante assemblee hanno organizzato?
  • Quante volte hanno chiamato alla lotta?

LA CONCERTAZIONE È E SARÀ PER SEMPRE LA LORO FILOSOFIA, NOI DICIAMO CHE CON I DIRIGENTI BISOGNA PUGNARE E NON BANCHETTARE, AL RISPETTO PER IL LORO RUOLO  SERVE LA VERIFICA CONTINUA DEI RISULTATI, PERCHÉ COME BEN SAPPIAMO, TUTTI I SOLDI CHE VENGONO PERSI O SPESI MALE SONO ANCHE NOSTRI.

Se riuscite, e sappiamo che è difficile, non fatevi attrarre dalle promesse elettorali, entriamo un po’ nel merito delle questioni che la nuova RSU che verrà eletta dovrà affrontare,

  • Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro; su questo argomento leggiamo dai comunicati della Cisl aziendale che sia la Cgil che la Uil non facciano troppo i preziosi perché in passato hanno firmato di peggio perciò non è giustificabile la loro resistenza; in effetti questo “compagno” che scrive ha ragione, tradotto in parole più povere, lui è stato sempre dalla parte dell’azienda ed è sicuro che la giusta lotta sia quella di collaborare per il bene dell’azienda e contribuire a sanare il bilancio.

Non si capacita del perché le altre sigle confederali, sempre complici tra loro, adesso vogliono rompere le uova nel paniere.

Cgil e Uil non sono da meno della Cisl, anche a loro stanno a cuore le sorti delle aziende pubbliche, in effetti ospedali e grandi aziende sanitarie italiane, a seconda del loro peso elettorale e degli iscritti che contano, vengono gestiti dai loro funzionari e dirigenti, sempre delegati ben retribuiti e ben piazzati.

In questa fase fanno la voce grossa, nel comparto della sanità al solo scopo elettorale, dopo le elezioni delle RSU passeranno a più miti consigli, per quanto riguarda l’A.s.p. Golgi-Redaelli, sappiamo che la Cisl da sempre è stato il sindacato più vicino alla direzione e i loro rappresentanti mirano a diventare i cogestori più accreditati. Dovranno fare i conti con i delegati della Cgil, che forti del loro ruolo, sono amati dai lavoratori, e soprattutto dalle lavoratrici, essendo in una posizione migliore degli altri. Una battaglia forte e decisa da parte loro si combatterà per chi dovrà essere il Richelieu della situazione. Gli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori per forza di cose passeranno in secondo piano.

A margine di questo, pensate solo per un momento come può essere possibile lottare contro le meritocrazie e le pagelline se il CCNL della sanità, firmato da tutte le sigle, può essere disatteso dai delegati. Sicuramente non osteggeranno mai i compensi di posizione, oltre al fatto che sono tutti capi reparto e danneggerebbero loro stessi, ma questo lo prevede il contratto: quei soldi, per esempio, vengono presi dal fondo del premio incentivante che appartiene alla collettività. Che dire della riduzione di 3 giorni di ferie per i nuovi assunti nel comparto sanità, il tutto a firma dei 3 piccoli porcellini.

Lo Slai Cobas è andato avanti per la sua strada, senza venire abbagliato dalle chimere della Direzione e credete…, ce ne sono state… Oggi, a distanza di 25 anni, con un grande impegno e lavoro, completamente in solitudine e con l’avversità di tutte le altre sigle (anche quelle di base come USB), riesce a portare ancora denaro nelle tasche delle lavoratrici e dei lavoratori.

Molti hanno seguito le sue lotte, ancora oggi ci sono lavoratori che aspettano di prendere soldi e non chiacchiere! Grazie alla coerenza e al realismo dimostrato: prima 700 Euro, poi 1300,00 Euro, più 10 giorni di ferie, altri circa 2000 Euro, ed infine ancora qualche migliaio di Euro che dovrà essere riconosciuto dalla tesoreria dello Stato… insomma li pagherà direttamente la Meloni, una grande soddisfazione oltre che economica, anche politica, contro questo governo di destra servo degli americani e della politica di guerra imperialistica europea.

Alla lotta legale è stata sempre affiancata quella sindacale e politica, i delegati storici dello Slai Cobas non sono mai mancati alle manifestazioni in ogni luogo, hanno organizzato presidi e dibattiti presso l’azienda e in altri luoghi, con l’imperativo forte e chiaro: dobbiamo riempire la pancia delle proletarie e dei proletari, ma anche la testa, con una politica di classe per sé stessa, anticapitalista e antipadronale che sia esso privato o pubblico.

NON SI POSSONO DIFENDERE GLI INTERESSI DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI SE NELLO STESSO TEMPO SI CONCORDANO PRIVILEGI PERSONALEI E DI SIGLA CON L’AZIENDA, COME HANNO FATTO TUTTE LE SIGLE SINDACALI CHE CONCORRONO ALLE ELEZIONI DI APRILE, ANCHE QUELLE SEDICENTI DI BASE.

IL VOSTRO VOTO ALLO SLAI COBAS CONFERMERÀ UN FATTO, NON SIETE D’ACCORDO CON QUESTA POLITICA DI CONCERTAZIONE E SIETE CONTRO I DELEGATI INTRALLAZZONI E ACCOMODANTI.

IL VOSTRO VOTO ALLO SLAI COBAS DECRETERÀ CHE NON VOLETE CHE MUOIA QUESTA ESPERIENZA STORICA DI GRANDE ONESTÀ POLITICA E DI MILITANZA IMPEGNATA.
MA CHE LA LOTTA, CON LE LAVORATRICI E I LAVORATORI, NEI LUOGHI POLITICI DEL POTERE, IN STRADA E NELLE ASSEMBLEE RIPRENDA FORTE E DECISA.

VOTATE LE NOSTRE CANDIDATE E CANDIDATI, DOBBIAMO RIPRENDERE LA LOTTA DOBBIAMO RIPRENDERCI LA VITA

  • MILANESE DOLORES O.S.S. Redaelli Milano
  • OMONTE NELIDA O.S.S. Redaelli Vimodrone
  • ELISABETTA RAMIREZ O.S.S. Redaelli Milano
  • AZZONI MARIO O.S.S. Redaelli Milano

Quali sono le priorità dell’azione sindacale a breve tempo:

  • La questione degli organici è rilevante, è sempre la stessa ma non cambia se non siamo noi lavoratrici e lavoratori a farla cambiare.
  • Turni di lavoro e debito orario, sono questioni ancora aperte e sofferenti, le nuove delegate e delegati dovranno organizzare e combattere per questo.
  • La ricarica psicofisica, necessaria al nostro lavoro, è stata abbandonata o non è mai stata fatta con serietà, dobbiamo pretenderla!
  • Eliminare tutti gli appalti per garantire un’assistenza unica, migliore e senza ricerca del profitto ad ogni costo; via tutte le cooperative nei reparti e nei servizi, assunzioni in ruolo di tutte le operatrici e operatori.
  • Basta al pagamento della Trattamento di fine rapporto dopo 3 o 4 anni dopo la messa a riposo, cominciamo ad organizzarci per abolire questo furto ai nostri danni.
  • Contro la guerra del capitale lotta di classe internazionale!!

Tutte le colleghe/i, le lavoratrici e i lavoratori, le compagne e i compagni troveranno all’interno i moduli per l’adesione allo Slai Cobas, fate preoccupare la Dirigenza, fate preoccupare le delegate e i delegati delle altre sigle, ISCRIVETEVI, potete consegnare alle nostre candidate e candidati il modulo compilato, oppure inviando a slaicobas.sedenazionale@gmail.com

VIVA LA LIBERTÀ DI PAROLA, VIVA L’AUTORGANIZZAZIONE,
VIVA LO SLAI COBAS!!

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