Il Comune risparmia sulla salute e la sicurezza dei suoi dipendenti

Le norme a tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro hanno ormai una lunga storia.

Quelle vigenti, raccolte nel Decreto Legislativo 81/2008, sono sicuramente da apprezzare, anche perché, rispetto a quelle precedenti, non si occupano solo della salute fisica ma anche di quella psicologica di lavoratrici e lavoratori.

Il problema è che queste leggi non sempre sono rispettate in modo rigoroso. Prevale spesso un’interpretazione “burocratica”, che ne rispetta la lettera ma ne tradisce lo spirito. Anche al Comune di Milano.

In particolare per quanto riguarda la prevenzione. Non solo rispetto alla salubrità degli ambienti e l’ergonomia degli strumenti di lavoro ma anche rispetto a quel fondamentale momento di prevenzione che è la visita periodica.

Sembrerà strano, infatti, ma non tutte le dipendenti e i dipendenti del Comune di Milano vengono sottoposti a visita periodica. Sono infatti esclusi molti lavoratori che svolgono attività tecniche e tutte le educatrici di scuola materna. E per gli altri le visite sono spesso superficiali e frettolose.

Da anni rivendichiamo la necessità di garantire la salute e la sicurezza di tutte e tutti partendo dalla prevenzione, attraverso visite periodiche complete e approfondite. Questa richiesta è finora rimasta senza risposta, anche grazie alla “passività” di molte OO.SS. che si guardano bene dall’”infastidire” la parte datoriale.

Contemporaneamente e paradossalmente però, il Comune assicura la sorveglianza sanitaria gratuita alle Guardie ecologiche volontarie (GEV): mentre giustamente si preoccupa della salute di questi volontari, si disinteressa della salute di una parte importante dei suoi dipendenti.

Ricordiamo anche che l’età media dei dipendenti comunali è molto alta, superiore ai 50 anni. Età in cui è naturale la comparsa di patologie, alcune delle quali legate alla professione,  che è importante vengano diagnosticate il prima possibile.

Evitando l’estensione a tutti della sorveglianza sanitaria, la parte datoriale risparmia e limita i giudizi di inidoneità parziale che, se aumentassero, renderebbero ancora più complicata la gestione dei servizi, che sono già in difficoltà a causa dei gravi vuoti in pianta organica.

Noi proseguiremo nella nostra battaglia, al fine di garantire una sorveglianza sanitaria efficace a tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori comunali, nessuno escluso.

Facciamo appello a tutti i colleghi affinché innalzino una protesta generale sia verso l’Amministrazione comunale che verso quei delegati o quelle organizzazioni che da tempo hanno scelto di “non disturbare il manovratore”!

Anche per questo ti chiediamo, il 14 – 15 – 16 aprile di votare i candidati ADL Cobas, CUB, Sial Cobas e Slai Cobas che troverai uniti

nella lista Slai Cobas!

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