Perché da anni milioni di euro destinati al fondo salario accessorio dei lavoratori vengono lasciati nelle casse del Comune di Milano?

Nel 2022-2023-2024 sono rimasti inutilizzati, ovvero non distribuiti ai lavoratori:

  • oltre 10 milioni di euro nel 2022
  • oltre 15 milioni di euro nel 2023
  • oltre 13 milioni di euro nel 2024

Grazie agli accordi sindacali tra Amministrazione e CGIL, CISL, UIL, CSA, maggioranza della RSU, rimangono nelle casse del Comune milioni di euro che al posto di venire distribuiti tra i lavoratori vengono spostati, di anno in anno, a quello successivo.

Qualcuno dovrebbe spiegarci le ragioni di tale scelta, nonostante che in questi anni abbiamo dovuto far fronte ad un’inflazione in continuo rialzo, palesemente sproporzionata rispetto ai ridicoli aumenti previsti dai contratti nazionali.

Nonostante un salario fermo ed inadeguato, penalizzato da politiche economiche costellate da decennali blocchi degli aumenti salariali e mancati rinnovi contrattuali; a proposito l’attuale contratto è scaduto nel 2021 e la trattativa in corso si palleggia con aumenti tra il 6 e l’8%, con un’inflazione reale al 17%.

Mentre utilizzando gli accantonamenti citati si potrebbe aumentare la quota di produttività collettiva, per tutti i lavoratori, di almeno 200 € per ognuno dei 3 anni e/o individuare, in sede di contrattazione aziendale, nuove forme di salario accessorio, da distribuire a tutti.

E non ci raccontino che tali soldi vengono accantonati per essere utilizzati per le future progressioni orizzontali, dato che lo stesso contratto nazionale Funzioni Locali 2018/2021, come al solito firmato da Aran insieme a CGIL-CISL-UIL-CSA, all’art.16, comma 2 recita:
la progressione economica ………. È riconosciuta in modo selettivo ad una quota limitata di dipendenti”.

Le scelte dell’amministrazione, condivise col blocco sindacale maggioritario, di destinare importanti risorse alla logica dei progetti, per cui della differenziazione salariale fra singoli lavoratori, ha nel corso degli anni prodotto continui residui dovuti a stanziamenti di spesa poi non divenuti salario.

Destinare invece le risorse sottratte all’organico dell’ente ad aumentare il più generale premio produzione è una scelta 1. normativamente fattibile 2. economicamente sostenibile 3. efficiente 4. non divisiva 5. non rimandabile.

Attualmente l’unico beneficiario di queste scelte rimane l’Amministrazione, che da anni trattiene in cassa, con probabili ricavi derivanti dagli interessi maturati, dei soldi che dovrebbero essere dati ai lavoratori, che mai come ora ne hanno bisogno.

Siamo convinti che la direzione della spesa per il salario accessorio debba cambiare radicalmente rotta, investendo tutte le risorse verso i dipendenti comunali, che in mancanza di altre forme di salario derivanti da contratti nazionali grotteschi, troverebbero un minimo ristoro attraverso aumenti a livello locale.

Per questo alle prossime elezioni del 14-15-16 aprile, per il rinnovo della RSU, ti chiediamo di sostenere la lista alternativa dei sindacati di base uniti: ADL – CUB – SIAL – SLAI che si presenta sotto il simbolo Slai Cobas!

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